L’Ecobonus 110% e le sue recenti modifiche

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Con il Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) hanno preso avvio diverse iniziative in favore di una ripartenza il più possibile rapida e decisa per l’Italia e gli Italiani, tra queste vi è anche quella del nuovo Ecobonus.

L’Ecobonus 110% e le sue recenti modifiche

Cos’è l’Ecobonus e come funziona?

 

 

 

Con il Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) hanno preso avvio diverse iniziative in favore di una ripartenza il più possibile rapida e decisa per l’Italia e gli Italiani, tra queste vi è anche quella del nuovo Ecobonus.

Questa iniziativa permetterà ai privati, e ad altri beneficiari, di effettuare una serie di interventi edilizi usufruendo di un bonus fiscale estremamente generoso in quanto pari al 110% dell’importo dei lavori svolti tra l’1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.

Lo scopo di questa iniziativa si identifica chiaramente nella volontà di ottimizzazione del rendimento energetico degli edifici esistenti.

All’interno dell’art. 128 del D.L., oltre a questo incentivo, ne è stato descritto un secondo che prende il nome di “Sisma Bonus” il quale è finalizzato alla riduzione dei rischi sismici garantendo una maggiore sicurezza all’interno del territorio Italiano anche da questo punto di vista, finora forse troppo sottovalutato.

Vediamo a questo punto in cosa consista esattamente l’Ecobonus, anche alla luce dell’approvazione in Commissione di Bilancio di diversi emendamenti che riguardano lo stesso, per avere una visione generale, e aggiornata, dell’argomento.

 

Ecobonus 110%, come funziona?

 

I beneficiari

 

Partiamo con l’evidenziare a chi si rivolga esattamente questo tipo di iniziativa.

La platea di beneficiari, infatti, è stata recentemente ampliata e attualmente include:

 

  i condomini

  le persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni

  gli istituti autonomi case popolari (IACP)

  le cooperative di abitazione a proprietà indivisa

  le organizzazioni non lucrative di utilità sociale

  le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all'articolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266

  le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dall'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383

 

Le tipologie di intervento

 

Gli interventi che è possibile effettuare, secondo quanto indicato dalla norma, sono i seguenti:

 

  Interventi finalizzati allisolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano linvolucro delledificio con unincidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso. Va precisato che i materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017

  Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione (con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento), a pompa di calore (inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati allinstallazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo), ibridi e geotermici, anche abbinati allinstallazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo o a microcogenerazione

  Interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti con impianti a pompa di calore, ibridi e geotermici, anche abbinati allinstallazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo o di microcogenerazione

 

I tetti di spesa aggiornati

 

Per ognuno di queste tre casistiche esistono dei tetti massimi di spesa che sono stati recentemente ritoccati. Attualmente le detrazioni sono calcolate sull’ammontare complessivo delle spese per le quali esistono limiti differenti.

 

Nel primo caso:

 

  50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all'interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall'esterno

  40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari

  30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari

 

Nel secondo caso:

 

  20.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari;

  15.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari, riconosciuti anche per le spese relative a smaltimento e bonifica dell’impianto sostituito

 

Mentre nel terzo caso la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 ed è riconosciuta anche questa per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito

 

Inclusioni ed esclusioni

 

Il bonus si applica anche a tutti gli interventi di efficienza energetica nei limiti di spese previsti, a patto che vengano eseguiti assieme ad uno degli interventi definiti “trainanti” e specificatamente indicati dal Decreto.

Nei limiti di requisiti e limiti stabiliti per legge sono ammessi alle agevolazioni anche interventi di demolizione e ricostruzione di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

Restano esclusi dalle agevolazioni fiscali gli immobili appartenenti alle categorie A/1, A/8, A/9 rispettivamente abitazioni signorili, ville e castelli o palazzi di pregio storico o artistico.

Novità interessante è quella che riguarda una ipotetica seconda casa. Infatti, inizialmente il bonus doveva essere rivolto solo all’abitazione principale, ora ad emendamento approvato, gli interventi che godranno di questi vantaggi potranno riguardare fino a 2 unità immobiliari.

 

I requisiti

 

Per quanto concerne i requisiti minimi per accedere all’Ecobonus, rimane fermo il principio per cui l’intervento che viene messo in atto debba necessariamente apportare una miglioria tale da innalzare la classe energetica di appartenenza dell’edificio di almeno due livelli o consentire il raggiungimento della classe più alta in assoluto. Per dimostrare questo effettivo successo vi deve essere l’attestato di prestazione energetica (APE) rilasciato da un tecnico abilitato.

 

Come godere dell’Ecobonus

 

Vi sono due modi per godere effettivamente dell’Ecobonus:

 

   Mediante sconto immediato in fattura

   Tramite cessione del credito d’imposta

 

Mentre nel primo caso è possibile chiedere lo sconto ai fornitori di servizi, azzerando quindi la fattura, con il tax credit si cede il credito alle aziende che si sono occupate dei lavori o, in alternativa, a banche o assicurazioni le quali sono state deputate dallo Stato a questo tipo di funzione in quanto in grado di sostenere grosse spese, forti anche della propria alta solvibilità.

 

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