Intervista a Fabio Coianiz

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Il Filotto è un portalampada che, grazie alle possibili combinazioni fra i suoi elementi base, diventa estremamente personalizzabile. Economico e dal design con linee pulite e minimal, offre una selezione di 12 colori nei portalampada (disponibili in silicone o ceramica), 21 diverse fantasie di filo con ben 13 lunghezze disponibili. Spina e accenditore, inoltre, sono presenti sia in versione bianca che trasparente: sono disponibili quindi oltre tremila combinazioni, garantendo la soluzione adatta a ogni esigenze.

 Ma il Filotto è anche una bella storia di imprenditorialità e successo tutta italiana: siamo andati a intervistare il suo creatore, Fabio Coianiz, per capire come è nata questa idea e come, dal progetto, si è arrivati alla grande diffusione in Italia.

1) Ciao Fabio. Prima di parlare di Filotto e della sua genesi, puoi dirci qualcosa di te? Che formazione hai avuto e cosa hai fatto prima di Filotto?

R: Ho da sempre lavorato in ambito commerciale specializzandomi nell’illuminazione tecnica, industriale, stradale e architettonica. Mi sono sempre divertito a giocare con la luce, in grado di cambiare la percezione degli ambienti. Come consulente individuavo la migliore soluzione sul mercato rispetto alle esigenze del cliente. Il lavoro richiedeva un continuo studio e aggiornamento dell’offerta di piccoli e grandi marchi produttori, in un mercato Internazionale: era molto divertente e stimolante!

2) Immagino che l'idea di Filotto non ti sia arrivata dal nulla, come sei arrivato al concept finale?

R: invece è proprio arrivata dal nulla!!! Avevamo voglia di cimentarci in una nuova avventura che ci permettesse di valorizzare le nostre competenze accedendo ad un mercato vasto, unendo illuminotecnica a design, a prezzi decisamente accessibili. Ho rispolverato la mia laurea in marketing e insieme al mio gruppo abbiamo progettato l’idea. L’osservazione del mercato ci ha dato ragione: esisteva una grande nicchia su cui lavorare! Con Emanuela (Consulente di Direzione specializzata in startup), Gianni (artista che ha curato l’immagine coordinata) e poi con Juri (commerciale) abbiamo lavorato 6 mesi alla progettazione… ed eccoci qui! C’è da dire che filotto è stato impostato in modo accurato, niente è stato lasciato al caso: abbiamo usato tutte le nostre competenze strategiche e commerciali.

3) C'è stata qualche difficoltà particolare nel passare dall'idea al prodotto finale?

R: devo dire che come tutte le nostre cose il progetto è stato portato avanti con allegria e determinazione. Non è stato difficile entrare nel mercato: si è creata un’alchimia speciale fra noi, il prodotto e i clienti. Il difficile arriva ora: è il momento di consolidare la nostra presenza sul mercato, guardare i cambiamenti del mercato cavalcando le opportunità, innovare la linea di prodotti mantenendone intatti i valori. Cogliamo la sfida!

4) Come è stato recepito Filotto?

R: Francamente non ci aspettavamo un mercato così aperto. In due anni abbiamo superato i 250 clienti (negozi): un obiettivo che non avevamo osato porci! Credo sia piaciuto l’insieme delle caratteristiche del prodotto: marchio, colore, scatolina, prezzo, versatilità. Devo dire inoltre abbiamo curato molto la relazione con i clienti, che ci riconoscono grande disponibilità e attitudine alla soluzione dei problemi. Riteniamo che l’assistenza al negozio sia uno dei valori da consolidare.

5) Hai qualche ricordo particolare, un momento memorabile legato a Filotto?

R: Quanta vita dentro filotto! È un progetto che abbiamo vissuto in modo viscerale. Ogni fase di progetto è stata appassionante. Le prime bozze del marchio sono state la prova che stavamo iniziando davvero, i primi campioni sono stati una festa, i primi clienti un’emozione! E che dire della scatolina… per noi un enorme investimento, ma come è venuta bene! Credo che tutto questo passi in qualche modo al cliente perché il prodotto risulta simpatico ed allegro.

6) Uno dei maggiori punti di forza di Filotto è la sua natura modulare: hai in cantiere nuove variazioni da aggiungere al già altissimo numero di combinazioni possibili?

R: Certamente! Abbiamo progetti per i prossimi anni, su tutti gli ambiti: funzioni, colori, lampade, con l’obiettivo di presentare un nuovo prodotto 3 volte l’anno

7) C'è stato qualche impiego particolarmente brillante di Filotto che ti ha colpito più di altri?

R: Mi sono piaciute moltissimo le installazioni al Ristorante la Tuga a San Vincenzo (con 8 punti di elettrificazione abbiamo creato 80 punti luce con un effetto scenico bellissimo), oltre quella di Lumiere di Sassuolo: Elena ha creato un filotto enorme (10 calate con 10 metri di cavo tutto bianco) per illuminare un negozio: una bellezza! E che dire di Irregular Bedroom di Torino: Roberta ha giocato creando una farfalla e un trenino con il cavo sulla parete e sul soffitto! Diversi stili, diversi modi di interpretare il prodotto… basta un po’ di fantasia e creatività! Mi piacciono anche tantissimo le foto che ci mandano i clienti privati che usano la loro fantasia e creano effetti davvero unici. Esatto, i clienti ci inviano foto delle loro realizzazioni: anche questo dimostra la partecipazione attiva e la bellissima atmosfera che ruota intorno a Filotto. Abbiamo raccolto tutto questo nel nostro catalogo che non è una composizione di foto costruite in studi fotografici, ma foto fatte spesso con cellulare: non saranno tecnicamente all’altezza di un catalogo, ma evidenziano la versatilità del prodotto e danno strumenti e idee ai negozi che scelgono filotto

8) Cosa pensi dello stato del settore dell'illuminazione in Italia? Si potrebbe fare di più? Siamo all'avanguardia? C'è qualche prodotto che ti ha colpito in modo particolare negli ultimi tempi?

R: Nel settore dell’illuminazione da arredo e design l’Italia dà il suo meglio! C’è il genio! Siamo decisamente all’avanguardia. Apprezziamo anche alcuni produttori Europei, ma molti marchi Italiani creano le tendenze nel mondo.

9) Hai qualche consiglio da dare ai giovani imprenditori che cominciano a farsi le ossa in questo settore?

R: Divertitevi, fate linee che vi assomiglino (è più facile restare coerenti), usate tutte le leve del marketing (non basta costruire un bel prodotto per essere vendibile!), finanziatevi bene!

10) Cosa ci aspetta dopo Filotto? A cosa sta pensando e lavorando Fabio Coianiz?

R: per ora ci divertiamo con Filotto: consolidiamo l’Italia e poi andiamo in Europa! E poi vediamo …

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